Fauna selvatica e incidenti stradali: il risarcimento non è automatico

Fauna selvatica e incidenti stradali

La Cassazione chiarisce che l’urto con un animale selvatico non basta: va valutata anche la condotta del conducente

La disciplina della responsabilità per i danni causati da fauna selvatica è oggetto di costante attenzione giurisprudenziale. La Suprema Corte di Cassazione ritorna sul tema, offrendo indicazioni che contribuiscono a delineare con maggiore chiarezza i presupposti della responsabilità e i limiti del diritto al risarcimento. Il casoIl 6 aprile 2018, alle ore 21:30 circa, un’automobilista a bordo della sua fiat sedici andava ad impattare con un cinghiale, che improvvisamente aveva invaso la carreggiata, priva di segnaletica di pericolo.A seguito dell’incidente, il conducente conveniva in giudizio la Regione Campania, per sentirla condannare al risarcimento dei danni subiti. In particolare, si sosteneva che la presenza dell’animale integrava automaticamente la responsabilità ex art. 2052 c.c., a mente del quale il proprietario di un animale, o chi se ne serve, è responsabile dei danni da esso causati, salvo che provi il caso fortuito.La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 11316/2026, rigettava la domanda risarcitoria per i seguenti motivi. La decisioneSecondo i giudici la responsabilità della pubblica amministrazione per i danni causati dalla fauna selvatica non comporta un automatismo risarcitorio.In particolare, non è sufficiente dimostrare l’urto con l’animale selvatico, ma occorre anche provare che il conducente abbia adottato una condotta di guida prudente e conforme alle condizioni della strada.Il giudice deve quindi valutare, caso per caso, se il comportamento dell’automobilista abbia contribuito alla produzione dell’incidente, anche ai sensi dell’art. 1227 c.c. sul concorso colposo del danneggiato.Ne consegue che le amministrazioni non rispondono automaticamente dei danni causati da fauna selvatica. Diventano determinati dunque una puntuale istruttoria e l’accertamento della condotta di guida, anche sotto il profilo del concorso colposo. Per un maggiore approfondimento:- Cass. Civ, ordinanza n. 11316/2026.

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