Ambiente e gestione dei rifiuti

Ambiente e gestione dei rifiuti

Rifiuti abbandonati: cosa cambia per i comuni a seguito dei recenti chiarimenti del Ministero dell’ambiente?

La Circolare n. 3 /2026 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica riporta al centro dell’attenzione la gestione dei rifiuti abbandonati su aree pubbliche o soggette a uso pubblico. Il principio è chiaro: tali rifiuti sono sempre rifiuti urbani, indipendentemente da origine e classificazione iniziale.Ne consegue che la responsabilità della rimozione resta in capo ai Comuni, sia in caso di abbandono da parte di ignoti sia in caso di inadempienza dei gestori pro tempore. Come intervenire correttamente: la classificazione a vistaLa Circolare richiama le Linee guida SNPA (Delibera n. 105/2021) e conferma la possibilità di ricorrere alla cosiddetta "classificazione a vista" dei rifiuti abbandonati, ossia una modalità semplificata di identificazione del rifiuto che consente di attribuire il relativo codice EER sulla base delle sue caratteristiche immediatamente osservabili, senza dover ricorrere ad analisi di laboratorio, purché il rifiuto sia chiaramente riconoscibile, omogeneo e non presenti elementi di pericolosità o incertezza.Restano esclusi i rifiuti combusti, quelli contenenti amianto, i rifiuti sospetti e, più in generale, tutte le fattispecie che non consentono una classificazione certa. Trasporto dei rifiuti: mezzi più adeguati e maggiore efficienzaLa principale novità introdotta dalla circolare riguarda la possibilità di utilizzare per la raccolta dei rifiuti abbandonati anche mezzi iscritti alle categorie 4 e 5 dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali (ad esempio, camion scarrabili, autocarri con gru e altri veicoli autorizzati al trasporto professionale di rifiuti non pericolosi o pericolosi), purché sia stato preventivamente attribuito il corretto codice EER.La misura amplia le soluzioni operative a disposizione dei Comuni, con la possibilità di impiegare veicoli maggiormente idonei alle caratteristiche del rifiuto raccolto, garantendo elevati standard di sicurezza ambientale e una gestione più efficiente degli interventi.In definitiva, la circolare conferma un approccio più flessibile alla gestione dei rifiuti abbandonati, fornendo agli enti locali indicazioni operative sia per la classificazione sia per il trasporto.Pur restando fermi gli obblighi di corretta identificazione del rifiuto e di tracciabilità, i Comuni possono oggi contare su strumenti più efficaci per garantire interventi rapidi, sicuri e conformi alla normativa ambientale. Per un maggiore approfondimento:- Circolare n. 3 /2026 - Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

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